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Serie B | 14 aprile 2021, 22:44

LORENZO MEAZZI DOPO L'ESORDIO IN B "Adesso è tutto nelle mie mani. Se avrò altre occasioni devo essere bravo a sfruttarle, ma non dimentico lo studio"

Filgio d'arte, suo padre Andrea è stato uno dei calciatori più forti dei dilettanti liguri, sabato scorso ha debuttato nei Prof con la maglia dell'Entella: "Un premio per i miei sacrifici, ma devo crescere ancora. Il mio idolo? Mi piace tantissimo De Bruyne".

LORENZO MEAZZI DOPO L'ESORDIO IN B "Adesso è tutto nelle mie mani. Se avrò altre occasioni devo essere bravo a sfruttarle, ma non dimentico lo studio"

Minuto 87 di Entella-Salernitana, valida per la 33^ giornata di Serie B. Lorenzo Meazzi, classe 2001, figlio d'arte, esordisce fra i professionisti entrando al posto di Leonardo Morosini. Sarà una delle ultime mosse di Vincenzo Vivarini prima dell'esonero, visto che da ieri la panchina dell'Entella è stata affidata a Gennaro Volpe, ex tecnico della Primavera, uno che conosce bene Lorenzo e chissà, potrebbe dargli anche un po' di spazio in queste ultime 5 partite. Cresciuto nell'Arenzano, Lorenzo da 5 anni veste la maglia dell'Entella.

Lorenzo, cosa hai provato sabato scorso quando Vivarini ti ha fatto esordire?

"Grande emozione, grande orgoglio. Sono contento, sono tanti anni che sono qua a Chiavari, lo considero un premio. Ringrazio tutti, dal presidente alla società, che investe molto sui giovani. Ultimamente ero spesso nel giro della prima squadra e speravo che prima o poi accadesse".

Adesso che in panchina c'è Volpe, il tuo tecnico in Primavera, speri di trovare spazio?

"Non lo so, credo che la società debba fare valutazioni per il futuro, certo lui mi conosce bene, e credo sia stato scelto perchè conosce bene l'ambiente".

Nel tuo futuro cosa c'è, ti vedi nel calcio professionistico?

"Guarda, voglio anche studiare (è diplomato al liceo scientifico e vuole iscriversi a Economia e Commercio, ndr), e la mia idea è di fare se possibile tutte e due le cose. Spero di iniziare a breve l'Università e spero di essere ancora qui all'Entella, poi si vedrà. Se arrivasse l'opportunità di giocare nei professionisti me la giocherei, però senza abbandonare lo studio".

Cosa hai preso e appreso da tuo padre Andrea Meazzi, un'istituzione del calcio ligure?

"Per me è sempre stato un esempio, quando giocava ancora io ero ancora piccolo ma mi ricordo quando giocava a Masone e Ovada. Poi mi ha allenato ad Arenzano, mi ha aiutato tanto ed è stato fondamentale averlo accanto".

Parliamo anche di tuo fratello, classe 2002, anche lui ex Arenzano, ora gioca nella Genova Calcio:

"Leonardo fa di tutto, rispetto a me, non ama solo il calcio, in campo corre come un matto, fuori dal campo ci vogliamo bene anche se a volte come tutti i fratelli litighiamo".

Torniamo a te, come ti descrivesti tecnicamente?

"Sono un trequartista, anche se l'anno scorso ho ricoperto un po' tutti i ruoli del centrocampo. Nel calcio di adesso non tutte le squadre però usano il trequartista, quindi mi adatto a fare anche la mezzala. Sono discretamente bravo nell'uno contro uno, molto rapido nei primi metri, devo migliorare a livello fisico".

Ti sei dato un obiettivo massimo, che so, la Serie A, la Nazionale, quello che sognano un po' tutti i ragazzi quando iniziano a fare calcio seriamente?

"No, no, nessun obiettivo. Mi piacerebbe però provare a fare qualche stagione in serie B, poi il calcio strano, non si può prevedere cosa accadrà nel bene e nel male".

Secondo te, cosa serve per rimanere nei prof ora che ti sei affacciato in questo mondo?

"Credo che la componente fortuna sia abbastanza importante, non tutti hanno l'occasione giusta, e quelli che ce l'hanno devono saperla sfruttare e farsi trovare pronti".

Quali allenatori ti hanno insegnato di più?

"A parte mio padre, che mi ha sempre detto le cose giuste, ogni allenatore che ho avuto mi ha lasciato qualcosa".

Hai un idolo che hai sempre ammirato nel calcio che conta?

"Mi prendi alla sprovvista, ma se devo fare un nome dico De Bruyne, mi piace tantissimo come gioca".

Sincero, cosa ti aspetti adesso?

"Vivo alla giornata, so che devo lavorare tanto, se arriva un'altra occasione devo essere bravo, ho in mano tutto io adesso, devo lavorare meglio possibile senza trascurare, come dicevo, neanche lo studio".

Abbiamo chiesto due parole su Lorenzo anche a papà Andrea, grande talento di Pegliese e Masone, che oggi allena la Campese in Prima Categoria:

"Lorenzo è un giocatore dalle qualità tecniche importanti, lo considero una mezza punta, ma può anche giocare in mezzo al campo a dettare i tempi, vede bene il gioco, sa sempre cosa fare prima ancora che arrivi la palla, è bravino nell'uno contro uno, deve ancora crescere a livello fisico".

Cosa ha preso tecnicamente da te? E in cosa invece è diverso?

"Di mio penso che abbia la capacità di capire prima degli altri quando è il momento di fare la giocata, sa quando bisogna fare la cosa semplice, sa quando si deve tenere la palla, sa quando saltare l'uomo. In più di me ha il dribbling, arriva spesso in porta e sa mettere gli altri in condizione di arrivarci".

Cosa hai provato quando lo hai visto esordire in B?

"Una grande emozione, lo considero per lui un premio dopo 5 anni di sacrifici, anche se è consapevole di non aver ancora fatto niente". 

Da genitore, cosa ti auguri per lui: che sfondi nel calcio prof e diventi ricco e famoso, o ci sono altre priorità?

"Lui sa a cosa deve dare la precedenza, ovvero allo studio. Vuole laurearsi, ovvio che se riuscisse a fare qualche anno nel professionismo sarebbe una soddisfazione per lui e per i suoi genitori. Ma il mondo dei prof è un mondo difficile lo sappiamo tutti. Lorenzo si è diplomato allo scientifico, stava per fare il test di ingresso a Economia e commercio, ma proprio in quel periodo è stato convocato in prima squadra, cosi si è preso un anno sabbatico dallo studio. Il calcio per lui deve rimanere una strada parallela, poi se continuerà a migliorare, a sacrificarsi, a restare umile e avrà fortuna, potrà fare qualche anno nel professionismo".

Cosa ci dici invece di Leonardo, classe 2002, l'altro tuo figlio?

"Lui ha sempre giocato nell'Arenzano e ora è alla Genova Calcio. E' un giocatore totalmente diverso da Lorenzo, ha gamba, fisico, per lui le partite potrebbero durare sempre 120 minuti, corre tanto e fa sempre la giocata semplice. Anche lui ha prospettive di crescita e potrebbe aspirare a qualcosa di più, ma rispetto a Lorenzo è un ragazzo "polisportivo", non va matto solo per il calcio, è appassionato di tutti gli sport e farebbe qualsiasi cosa in quell'ambito".

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